Un territorio ricco di DOCG e DOC da proteggere

Un'unica grande DOC e tre ristrettissime DOCG per preservare e proteggere i frutti di colline inconfondibili.

La terra irpina è da sempre un territorio particolarmente favorevole per coltivazione della vite. Dove fin dai tempi dei romani si producevano vini eccellenti. Oggi per tutelare questa parte d'Italia, così vocata alla viticoltura, sono nate alcune denominazioni per preservare al meglio i prodotti di questo territorio. L'intera provincia di Avellino corrisponde con la Doc Irpinia, metre sono state identificate, tre aree particolarmente vocate per la coltivazione dei tre più importanti vitigni autoctoni irpini: greco, fiano e aglianico. Per la tutela della produzione dei tre DOCG, rispettivamente: Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Taurasi. Tutti e tre riportano nel nome il comune al centro dell'area: Tufo per l'areale del greco, Avellino per quello del fiano e Taurasi per quello dell'aglianico. Ognuno di questi comprensori ha delle sue caratteristiche per precise che lo rendono particolarmente adatto alla coltivazione del rispettivo vitigno. Diverse altitudini, temperature, esposizioni, umidità, precipitazioni, terreni.
Non vi è nessun posto dove è possibile produrre tutte e tre le DOCG contemporaneamente, i vigneti devono essere obligatoriamente collocati in zone differenti. Solo nei comuni di Lapio e Montefalcione è possibile produrre sia Fiano di Avellino e Taurasi.

Le DOCG in Irpinia: Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino.

La zona del Greco di Tufo è caratterizzata da una spiccata mineralità del terreno con una grande presenza di rocce tufacee da cui il nome del comune Tufo. Da qui la spiccata sapidità e mineralità tipica del Greco di Tufo. L'areale di produzione è davvero molto ristretta e composta da appena otto comuni: Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni. Le uve devono essere al 85% greco bianco. Il Greco di Tufo è una denominazione protetta con la DOC dal 26.03.1970 ed è divenuta DOCG il 18.07.2003.

Il Fiano di Avellino è coltivato in terreni molto variegati da zone più alte a valli fertili, in generale comunque zone fresche e umide capaci di dare vini dalla buona acidità, intensità ed equilibrio caratterizzati da una piacevole carica aromatica che richiama la frutta secca: mandorle, nocciole, noci, pistacchio.Per produrre il Fiano di Avellino DOCG le uve devono provenire da questi comuni:Avellino, Aiello del Sabato, Atripalda, Candida, Capriglia Irpina, Cesinali, Contrada, Forino, Grottolella, Lapio, Manocalzati, Mercogliano, Montefalcione, Monteforte Irpino, Montefredane, Montoro Inferiore, Ospedaletto d'Alpinolo, Parolise, Prata di Principato Ultra, Pratola Serra, Salza Irpina, San Michele di Serino, San Potito Ultra, Santa Lucia di Serino, Sant'Angelo a Scala, Santo Stefano del Sole, Sorbo Serpico e Summonte. Le uve devono essere per minimo l'85% del vitigno fiano. Il Fiano di Avellino è una denominazione protetta con la DOC dal 27.04.1978 ed è divenuta DOCG insieme al Greco di Tufo il 18.07.2003.

L'areale del Taurasi è caratterizzato dalla presenza del fiume Calore capace di stabilizzarne le temperature, le umidità e la perenne ventilazione, per dei vini strutturati, forti, complessi e longevi. La vallata può essere divisa in tre parti dalle zone montuose, fino ai dolci pendii delle colline confinanti con la provincia di Benevento. I comuni ove è ammmessa la produzione sono Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant'Angelo all'Esca, San Mango sul Calore, Torre Le Nocelle e Venticano. La composizione dei vigneti deve essere per l'85% di aglianico. E' previsto un affinamento minimo di 1 anno in legno. Prima di essere messo in commercio devono essere trascorsi 36 mesi dalla vendemmia. Nel caso il vino abbia un affinamento di 18 mesi in legno e sia imbottigliato dopo 48 mesi dalla vendemmia può essere nominata Riserva. Il Taurasi diventa denominazione protetta DOC insieme al Greco di Tufo il 26.03.1970 ed viene promossa a DOCG il 11.03.1993.